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Antritrust chiede stop a proroghe che danneggiano imprese e cittadini. Asta competitiva per i consumatori che non scelgono nuovo gestore

 

La fine del Mercato Tutelato, inizialmente prevista per l’estate del 2020, con le proroghe presenti nell’ultimo documento Milleproroghe è slittata all’inizio del 2022. Nonostante le forniture luce e gas con operatori del Mercato Libero siano disponibili da diverso tempo, sono molti i consumatori che dispongono ancora di una fornitura di energia legata al Servizio di Maggior Tutela.

 

L’annullamento in modo determinante dell’autorità dello Stato per il controllo dei costi dell’energia sembra avere difficoltà ad ingranare.

 

L’AGCM, l’antitrust, ha dettato delle linee guida da seguire per rendere più agevole la fine del Mercato Tutelato e il passaggio a quello Libero. Sulla scia di quanto era già stato consigliato in passato dall’Arera, che supervisiona il settore dell’energia, occorre creare delle attività di preparazione che possano guidare aziende e operatori verso questa transizione, così da evitare ulteriori ritardi. 

 

Una soluzione per portare a termine la liberalizzazione del mercato potrebbe essere quella di impedire a tutti i clienti che a gennaio 2022 non avranno ancora sottoscritto un contratto a Mercato Libero di restare con lo stesso distributore. Così facendo, si andrebbe a creare una sorta di asta al ribasso nella quale il gestore che propone il contratto più vantaggioso con le tariffe più basse si accaparra il cliente.

 

Solo con una concorrenza reale, guadagnano non solo i clienti, che risparmiano sulle tariffe, ma anche le aziende che così sono spinte verso il miglioramento per proporre sempre offerte competitive alla clientela. 

 

Sul bollettino settimanale dell’AGCM, l’Antitrust ha chiarito questo e diversi altri punti, rivolgendo ai due rami del Parlamento nonché ai presidenti delle commissioni di Affari costituzionali e Bilancio della Camera un monito a mantenere un occhio vigile sulla situazione e soprattutto a non tentare un ulteriore rinvio. 

 

Lo stesso appello era stato rivolto solo qualche mese prima anche dall’Arera che aveva sottolineato come, in un periodo di così grande incertezza economica, gli utenti devono imparare a fidarsi delle istituzioni e delle aziende che li riforniscono di gas ed elettricità e che questi continui slittamenti di una misura che permetterebbe un reale risparmio non fanno che minare questa fiducia e rendere gli italiani sempre più incerti. 

 

La data, dunque, è ora fissata. Entro gennaio 2022 tutti dovranno aver scelto il proprio operatore del Mercato Libero. 

 

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