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Economia circolare: Italia prima in Europa

Giu 2, 2021 | Installare Pannelli Fotovoltaici | 0 commenti

Questo è il terzo anno consecutivo in cui l’Italia ottiene la medaglia d’oro dell’economia circolare. A dimostrarlo è stato il 3º Rapporto sull’economia circolare in Italia, realizzato dal CEN (Circular Economy Network) in collaborazione con Enea. Questo rapporto non realizza solo un’analisi aggiornata sullo stato dell’economia circolare in Italia rispetto all’Europa, ma anche un approfondimento del ruolo dell’economia circolare nell’ambito della transizione verso la neutralità climatica. Vediamo come il CEN è arrivato a questo risultato.

L’economia circolare secondo il Circular Economy Networking

La Circular Economy Networking o CEN è una rete promossa da 14 aziende e associazioni d’impresa insieme alla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Questa ci spiega che esiste una grande quantità di documenti e di studi che mettono l’accento sull’importanza dell’economia circolare per la riduzione delle emissioni. Se si raddoppiasse l’attuale tasso di circolarità, si taglierebbero a livello globale 22,8 miliardi di tonnellate di gas a effetto serra.

I punti principali che ritengono essenziali per tagliare le emissioni di gas a effetto serra sono:

  • La riduzione delle risorse: cioè, della quantità di materiale che si usa per realizzare un prodotto o per fornire un servizio grazie al design circolare. Si punta sui modelli di condivisione e lo sviluppo della digitalizzazione. Un esempio molto semplice sarebbe quello di un condominio che potrebbe installare un sistema comune di moduli fotovoltaici da cui tutti otterrebbero l’energia.
  • L’allungamento delle risorse: attraverso l’ottimizzazione dell’uso delle risorse e l’aumento della vita dei beni. Questo grazie a un design durevole, al ricorso a materiali e servizi che aiutano a prolungare la vita dei prodotti, al riutilizzo, la riparazione e la rigenerazione.
  • L’utilizzo di materie prime dette “rigenerative”: si dovrebbe sostituire i combustibili fossili e i materiali non rinnovabili con energie e materiali rinnovabili, come il fotovoltaico, con l’obbiettivo di mantenere il capitale natura e anche i servizi ecosistemici.
  • Il riutilizzo delle risorse: riciclare i rifiuti e reimpiegare le materie prime seconde.

 

Le misure per l’economia circolare in Europa e l’Italia

Recentemente è uscita una risoluzione del Parlamento europeo che sottolinea che una delle condizioni necessarie per poter raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 è la transizione verso una economia circolare. In effetti, a livello europeo, nell’ambito del Green Deal, il nuovo Piano di azione per l’economia circolare e la nuova Strategia industriale vanno verso l’acceleramento della transizione verso la circolarità. L’Europarlamento chiede così alla Commissione una definizione degli obbiettivi vincolanti al 2030: è indispensabile la riduzione dell’utilizzazione di materie prime vergine e l’incremento dei materiali riciclati presenti nei prodotti.

Per quanto riguarda l’Italia, durante il 2020 c’è stata l’entrata in vigore dei decreti legislativi di recepimento delle direttive europee riguardanti i rifiuti e la economia circolare; inoltre, la Legge di bilancio del 2020 prevedeva delle agevolazioni specifiche per le imprese, specificamente, degli investimenti nell’ambito delle misure di Transizione 4.0. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’utilizzo delle risorse europee di Next Generation EU ha su di lui le maggiore attese per nuovi finanziamenti e misure per la transizione verso l’economia circolare. Dobbiamo far notare che, al momento di stesura del rapporto, non si conosceva il testo che il nuovo Governo Draghi avrebbe inviato alla Commissione europea.

Perché l’Italia è al primo posto nell’economia circolare

In qualunque caso, questo 3º rapporto del CEN ci aggiorna sull’analisi dello stato dell’economia circolare in Italia: presenta l’esame dei risultati raggiunti nell’ambito del consumo, della produzione, della gestione circolare dei nostri rifiuti e anche degli investimenti e dell’occupazione nel riciclo, nel riutilizzo e la riparazione. Ciascuno di questi aspetti è stato analizzato grazie a degli indicatori, in base ai quali si è attribuito il punteggio e si è realizzata una comparazione fra le cinque principale economie europee dell’Unione. Queste sarebbero Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia (la Polonia è entrata recentemente, come conseguenza dell’uscita del Regno Unito dall’UE). Una volta ottenuti i punteggi, si sommano per ottenere “l’indice di performance sull’economia circolare”.

Questi sono i risultati del 2021:

2021
Italia 79
Francia 68
Germania 65
Spagna 65
Polonia 54

 

*Tratto da Circular Economy Network

Come possiamo vedere, l’Italia non solo è la prima, ma ha una grande differenza di punti rispetto alla Francia, che si trova al secondo posto. Così, la performance dell’Italia risulta migliore rispetto agli altri paesi. Per quanto riguarda la produttività delle risorse, il nostro paese produce il maggiore valore economico per unità di consumo di materia. Cioè, pero ogni chilogrammo di risorsa consumata, si genera 3,3 € di PIL. La media europea, invece, è di 1,98 €. Per la produttività energetica, per ogni chilogrammo di petrolio consumato, vengono prodotti 8,1 €.

Secondo Roberto Cingolani, il nostro ministro della Transizione ecologica, “dobbiamo essere nazione pioniera di metodi e tecnologie nuove che ci consentano di adottare normative sempre più protettive nei confronti dell’ambiente senza mettere in ginocchio il settore che dà una quantità di lavoro enorme e che è trasversale a tutta l’industria e la manifattura”.

Insomma, sembra che l’Italia sia sulla buona strada, e siamo sicuri che il Ministero della Transizione ecologica ci aiuterà ad aumentare il punteggio. Una delle misure che con certezza ci porta sulla strada della transizione ecologica è il superbonus, con le sue detrazioni fiscali. Wekiwisolar ti aiuta a intraprendere questo percorso e a vivere in maniera più rispettosa dell’ambiente. Se ancora non hai provato il nostro simulatore, ti invitiamo a farlo. Non esitare a contattarci per qualsiasi domanda!

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