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I benefici ambientali di un impianto fotovoltaico

Feb 11, 2021 | Energia Sostenibile | 0 commenti

In precedenza abbiamo già accennato ai benefici economici di un impianto solare, come l’immediato risparmio in bolletta o per la possibilità di accedere all’Ecobonus 2020 e a detrazioni fiscali.

In questa occasione però vogliamo parlare dei benefici ambientali del fotovoltaico, e delle ragioni per cui è considerato una delle migliori alternative all’uso dei combustibili fossili e alla relativa dispersione di anidride carbonica.

Anno dopo anno la lotta per la salvaguardia dell’ambiente diventa sempre più urgente, e l’energia solare è una delle alternative più consolidate per diminuire le emissioni di CO2, che rappresentano la causa principale dell’effetto serra e del cambiamento climatico.

In che modo un impianto solare può giovare all’ambiente?

È risaputo che le piante assorbono l’anidride carbonica dell’ambiente, ricavandone nutrimento: la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici stabilisce che un albero può assorbire in media 10 kg di CO2.

Come sappiamo, le eccessive emissioni di CO2 nell’ambiente stanno pesando enormemente sul medioambiente. Il fotovoltaico risponde a quest’emergenza, in quanto si stima che installare un impianto fotovoltaico di 3 kWp per uso domestico, equivale a piantare ben 190 alberi, che si traduce nel risparmio di 38 tonnellate di CO2 in 20 anni. Ancora una volta è evidente come, con una graduale sostituzione delle fonti fossili con soluzioni rinnovabili, sia possibile salvaguardare il pianeta.

In altre parole, per ogni kWh prodotto è possibile evitare la formazione di oltre 500 grammi di CO2. Inoltre, gli impianti fotovoltaici sono molto più efficienti rispetto a un impianto di distribuzione energetica tradizionale, visto che con l’autoproduzione di energia si evitano inutili dispersioni.

Entrando nello specifico del fotovoltaico in Italia, dove con un impianto di potenza nominale da 1 kWp la produzione media annuale è pari a 1460 kWh, si può dire che la quantità di anidride carbonica non emessa in un anno è pari a 780 Kg per ogni chilowatt di picco installato. Se si considera quindi il ciclo di vita di un impianto, pari a circa 30 anni, ne deduciamo che per ogni chilowatt installato eviteremo circa 23.400 Kg di emissioni di CO2.

Ma non finisce qui: avere un impianto fotovoltaico comporta altri benefici sull’ambiente. L’energia fotovoltaica permette infatti di non inquinare dal punto di vista:

  • Chimico – visto che non produce residui, emissioni o scorie;
  • Termico – in quanto le temperature non vanno oltre i 60°;
  • Acustico – grazie alla completa assenza di rumori di un impianto fotovoltaico in funzione.

È evidente quindi quanto l’energia fotovoltaica sia benefica per la protezione dell’ambiente, visto che il suo funzionamento non richiede la presenza di elementi in movimento o di circolazione di fluidi a temperature o a pressioni elevate.

Una fonte di energia inesauribile

L’energia fotovoltaica deriva dall’irraggiamento solare, ovvero una fonte di energia inesauribile. Questo fattore è molto importante da prendere in considerazione, visto che l’approvvigionamento energetico è ormai una preoccupazione estesa a livello mondiale. Non a caso il mercato dei combustibili fossili è sempre più spietato, visto che la domanda energetica è sempre più in crescita, mentre diminuiscono progressivamente le risorse di uranio, petrolio, gas e carbone. Passare al fotovoltaico è una garanzia che il problema del fabbisogno energetico mondiale non si presenti, visto che si tratta di una risorsa energetica infinita.

Un impianto fotovoltaico non è inesauribile come il Sole, ma di certo i pannelli hanno una vita utile veramente lunga, di circa 25-30 anni. Nel corso di questi 25-30 anni, la manutenzione richiesta è veramente poca, visto che si consiglia di effettuare un processo di manutenzione degli impianti fotovoltaici solamente dopo un periodo di tempo di 10 anni. Una volta che arrivano alla fine della loro vita utile, lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici si realizza seguendo regole ben precise. Vengono considerati infatti un rifiuto speciale, identificato con l’acronimo RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Una volta smaltellato l’impianto, il riciclo dei moduli è quasi totale: quando il loro ciclo di vita utile di 25-30 anni si esaurisce, ben il 98% dei suoi componentiè riciclabile. Un modulo è infatti composto dal 70% di vetro, il 16% di alluminio e la restante parte da tedlar (materiale plastico), rame e silicio: tutte materie prime non inquinanti e rigorosamente riciclabili, che garantiscono ancora una volta un impatto ambientale pari a zero.

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