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Economia circolare. Per molti ancora misteriosa o astratta, è un concetto quanto mai attuale e concreto. Questo nuovo modello economico, basato su durabilità, rinnovabilità e riutilizzo, fa sempre più parte delle nostre vite favorendo innovazione e sostenibilità. Ma cosa è davvero l’economia circolare e soprattutto sappiamo riconoscerla e applicarla? 

 

Per i grandi del settore, si parla di economia circolare se il sistema economico è in grado di  potersi rigenerare da solo garantendo anche la sua ecosostenibilità. Ampliando il raggio però possiamo parlare anche di Sharing Economy, lotta all’obsolescenza programmata, sostenibilità. Tutti concetti che completano l’“economia circolare”. Da dove partire per capirci qualcosa in più? Facciamo un passo alla volta.

 

Comparso per la prima volta nel World Economic Forum di Davos nel 2014, il termine economia circolare è diventato immediatamente sinonimo o anche soluzione per il rilancio dell’economia mondiale. In parole povere, tutto si autorigenera: il valore dei prodotti e dei materiali si mantiene il più a lungo possibile; i rifiuti sono minimizzati e le risorse sono mantenute quando un prodotto ha raggiunto la fine del suo ciclo vitale, al fine di riutilizzarlo più volte e creare ulteriore valore. Si tratta quindi di un’economia nella quale la crescita è dissociata dall’impiego di risorse esauribili.

 

Possiamo individuare 5 pilastri di questo nuovo approccio:

 

INPUT SOSTENIBILI. Massimizzazione dell’utilizzo di materie rinnovabili e, laddove non sia possibile, promozione del loro riutilizzo attraverso il riciclo. L’utilizzo di input rinnovabili o da riuso/riciclo rappresenta un importante cambio di passo nell’ottica di riduzione dell’impatto ambientale.

 

ESTENSIONE DELLA VITA UTILE DEL PRODOTTO. Oggi i prodotti vengono spesso sostituiti invece che riparati perché in molti casi la riparazione appare complicata e non conveniente. Va ripensato il prodotto in termini di progettazione modulare, per rendere più agevole la riparazione e il riutilizzo.

 

SHARING – PIATTAFORME DI CONDIVISIONE. È la condivisione di un bene tra più utilizzatori che riduce i costi di accesso a tutta una serie di prodotti e servizi, oltreché creare un’occasione di interazione e coesione sociale attraverso l’utilizzo di piattaforme comuni.

 

PRODUCT AS A SERVICE – PRODOTTO COME SERVIZIO.  È la soluzione per cui un’azienda non vende un bene al cliente ma ne vende il servizio corrispondente, sviluppando opportunità di innovazione e riducendone l’impatto ambientale.

 

END OF LIFE – FINE VITA. Minimizzazione dello spreco di materiali mediante l’adozione di un approccio riuso/rigenerazione/riciclo. Questo tema non si limita solo al riciclo di un bene, senz’altro importante, ma tocca anche altre soluzioni, meno considerate:

 

  • upcycling: la trasformazione di un asset a fine vita, in modo che possa generare maggiore valore rispetto alla sua destinazione iniziale

 

  • regenerating: è possibile rigenerare (i.e. riparazione estensiva) alcuni prodotti o beni, giunti a fine vita al fine della loro re-immissione sul mercato.

 

Quindi cosa è davvero l’economia circolare? È una vera e propria challenge per il futuro. Un nuovo modo di guardare il mondo, un nuovo modo di pensare, un punto di vista che spinge ad un’azione consapevole ed ecosostenibile per il benessere del pianeta.