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Nonostante il lockdown dovuto al COVID-19 abbia creato danni economici e sociali a livello globale, ci sono degli aspetti positivi che meritano di essere presi in considerazione e che, speriamo, potranno essere d’insegnamento per il futuro. Infatti il lockdown ha fatto sì che l’aria delle città del mondo raggiungesse una pulizia che non si vedeva da molti anni. Come conseguenza, i pannelli solari hanno potuto ricevere più luce solare, producendo quindi energia più pulita.

Lo studio dell’Helmholtz Institute Erlangen-Nürnberg

Secondo i dati raccolti dalla rivista Joule, in una delle città più inquinate del mondo, Delhi, in India, la qualità dell’energia solare prodotta durante il lockdown è stata praticamente senza precedenti.

Grazie allo studio condotto dall’Helmholtz Institute Erlangen-Nürnberg per le energie solari in Germania, si è visto come la quantità di luce solare captata dai pannelli solari a Delhi a fine marzo del 2020 sia aumentata dell’8% rispetto allo stesso periodo nel 2019. Nel mese di aprile l’aumento registrato è stato del 6%.

Secondo Ian Marius Peters, il primo autore dello studio, il fatto che in India il blocco delle attività si sia proclamato in maniera drastica e repentina ha fatto sì che le riduzioni dell’inquinamento nell’aria siano state più facili da riscontrare.

Nello studio si può leggere che gli impianti fotovoltaici continueranno a produrre quantità record di energia fintanto che i livelli di inquinamento rimarranno a livelli bassi.

Ci si aspetta inoltre che lo stesso fenomeno si sia verificato in altre città con alti livelli di inquinamento dove lo stato ha imposto misure di quarantena restrittive per cercare di limitare gli effetti del COVID-19, come Calcutta, Wuhan, Mumbai, Dhaka, Los Angeles e Londra.

Un’aria più pulita significa un maggiore rendimento dei pannelli solari

Peters e i suoi colleghi avevano svolto in precedenza altri studi in diverse città, tra cui Delhi, per verificare l’effetto che la nebbia e l’inquinamento atmosferico avevano sulla quantità di luce solare che arrivava a essere captata dai pannelli solari. A Delhi quindi, Peters e i suoi hanno potuto usare la stessa installazione del sistema fotovoltaico usata per lo studio precedente, e da lì hanno potuto consultare i dati riguardo alla quantità di radiazione solare che raggiungeva l’installazione fotovoltaica prima e dopo il lockdown.

Da questa osservazione è risultato che la quantità di luce solare che raggiungeva i pannelli solari a Delhi a fine marzo era aumentata dell’8% rispetto allo stesso periodo nel 2017 e nel 2019.

Nonostante Peters si aspettava di notare qualche differenza dovuta al lockdown, non si aspettava di certo che il suo effetto fosse così evidente.

Per un futuro con cieli più chiari e puliti

Secondo gli studiosi dell’Helmholtz Institute Erlangen-Nürnberg per le energie solari in Germania, capeggiati da Peters, questo studio si unisce ad altri importanti studi affini, ed offrono una base solida per continuare a studiare più a fondo la relazione tra l’inquinamento atmosferico e la produzione di energia solare.

Dallo studio si deduce chiaramente che quando l’inquinamento atmosferico diminuisce, il rendimento della generazione di energia solare aumenta.

I risultati così chiari ed evidenti di questo ultimo studio rappresentano una speranza per un mondo che si sta convertendo a passo sempre più veloce verso auto elettriche, energie rinnovabili e affini.

Peters è convinto che i pannelli solari possano svolgere un ruolo fondamentale nel mondo di oggi, e che l’aumento della presenza dei pannelli solari a livello globale possa contribuire a un circolo virtuoso che porterebbe ad avere cieli più chiari e puliti.