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RED II per l’ottenimento degli obiettivi dell’UE di fronte al 2030

Lug 28, 2021 | Legislazione Installazione Pannelli Solari | 0 commenti

Alcune settimane fa è comparsa la prima bozza della riforma della direttiva Energie Rinnovabili. La ragione di questa riforma è quella di puntare al target UE 2030, con l’uso di energie rinnovabili intorno al 40%. Vediamo un po’ di più sulle novità e gli elementi chiave.

La bozza della riforma della direttiva Energie Rinnovabili

Siamo sulla strada verso le rinnovabili, questo è sicuro. In alcuni momenti può sembrare che stiamo rallentando, ed è proprio in quel momento in cui arrivano delle notizie come la riforma della direttiva Energie Rinnovabili; questo è da festeggiare. Anche se dobbiamo aspettare la versione definitiva e come si metterà in pratica, vediamo più nel dettaglio questa riforma.

Innanzitutto, vuole far salire il target europeo al 28-40%. Come? Raddoppiando l’eolico, il solare e altre FER (Fonti di Energie Rinnovabili). I livelli attuali si trovano intorno al 20% di tutta l’energia nazionale. Alcune delle iniziative che si possono trovare sulla bozza sono:

  • Per il teleriscaldamento, evitare i combustibili fossili.
  • Per il riscaldamento e il raffrescamento, aumentare le energie rinnovabili, con un incremento annuo di 1,1%.
  • Per i trasporti, aumentare dal 14 al 26% del target di rinnovabili; i biocarburanti avanzati passano dal 3,5 al 5,5%. In aggiunta, compare anche un target aereo.
  • Creare un sistema per certificare i combustibili a basse emissioni di carbonio e rinnovabili.
  • Per le rinnovabili offshore, facilitare i processi, con una maggiore cooperazione transfrontaliera, l’obbligo di cooperazione all’interno del proprio bacino marittimo di ogni Stato membro, e anche con uno sportello unico per autorizzare i progetti offshore eolici transfrontalieri. C’è da aggiungere che questi sono i punti più richiesti dall’industria.
  • Definire criteri rafforzati di sostenibilità delle bioenergie, e con un’introduzione di tetti nazionali per l’utilizzo della legna.

 

Proposte per migliorare la bozza

Come abbiamo detto, i lavori sono ancora aperti, e le associazioni per l’ambiente hanno approfittato per dire la loro. Per esempio, SolarPower Europe ha elaborato un documento con delle raccomandazioni. Innanzitutto, insistono sull’importanza di migliorare la infrastruttura esistente per riuscire a ridurre al 55% l’emissioni a effetto serra per il 2030. Vediamo i punti principali.

L’aumento della quota di fonti rinnovabili

Spiegano la necessità di aumentare questa quota nella domanda finale di energia fino al 45%, meglio il più presto possibile, ma non oltre il 2030. Secondo loro, l’UE è totalmente capace di oltrepassare le sue ambizioni solari. Calcolano che i progetti di capacità solare di 588 GW sarà pronta per il 2030. Questo sarebbe un 75% in più della capacità attuale prevista dagli Stati membri (335 GW).

Il miglioramento del quadro per l’autoconsumo di energie rinnovabili

Le predizioni mostrano che la capacità d’istallazione di panelli fotovoltaici in Europa potrebbe arrivare ai 245 GW nel settore commerciale e 300 GW in quello industriale. Nonostante ciò, a SolarPower sono sicuri che l’autoconsumo di energie rinnovabili, sia a livello commerciale sia a livello industriale, potrebbe essere maggiore.

Il miglioramento del quadro delle garanzie di origine

Le regolazioni delle garanzie di origine devono essere rinforzate e diventare più trasparenti per assicurare che gli Stati Membri le rilasciano a tutti i produttori di energie rinnovabili. Queste garanzie servono a tracciare l’elettricità green e di conseguenza sono essenziali per dimostrare l’uso di elettricità provenienti dalle rinnovabili.

L’impossibilità di ricevere le garanzie di origine quando si stipula un contratto con installazioni rinnovabili è una barriera critica per i contratti di acquisto di energie rinnovabili aziendali in mercati chiave come la Francia o la Germania, nonostante le chiare disposizioni per evitare la sovracompensazione nella riforma della direttiva Energie Rinnovabili.

Sostenere l’idrogeno rinnovabile

Come? Attraverso un sistema di certificazione solido e di tracciabilità. Bisognerebbe che attraverso la riforma della direttiva Energie Rinnovabili si sviluppassero strumenti di richiamo del mercato dedicati per sostenere la produzione competitiva in termini di costi dell’idrogeno rinnovabile e per generare mercati guida a livello di uso finale.

Il rafforzamento delle disposizioni sulle procedure eliminando le barriere amministrative

La burocrazia continua a essere una chiara sfida nello sviluppo dei progetti di energie rinnovabili in tutta l’UE. La riforma della direttiva Energie Rinnovabili dovrebbe definire una serie d’indicatori di prestazioni chiave, come il tempo di approvazione standard, il tasso di approvazione dei permessi, o il numero di personale necessario per valutare i permessi nelle amministrazioni interessate.

Lo stabilimento di requisiti minimi per generare energie rinnovabili negli edifici

SolarPower chiede anche una miglioria delle procedure amministrative per le installazioni fotovoltaiche. La revisione dovrebbe favorire la diffusione dei pannelli solari sui tetti, introducendo, a livello comunale, obiettivi per gli edifici per generare energia rinnovabile e fornire flessibilità sia nei nuovi edifici sia dei preesistenti, come parte delle norme edilizie degli Stati membri.

Insomma, vediamo come la riforma è sulla buona strada e come è possibile migliorarla ancora, dando attenzioni ai cittadini e alle associazioni che lottano per un mondo più pulito e salutare per tutti. Se anche tu vuoi far parte del cambiamento, ti invitiamo a passare ai pannelli solari. Approfitta delle detrazioni fiscali sul fotovoltaico: wekiwisolar ti aiuta nel processo.

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