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È possibile riciclare le batterie delle macchine elettriche?

Lug 15, 2021 | Energia Sostenibile | 0 commenti

Le batterie delle macchine elettriche offrono oggigiorno di media intorno agli 8 anni di vita, che si traducono in 3 000 cicli di carica e scarica in totale. Durante questo periodo di uso, la batteria, certamente, perde alcune delle sue proprietà, com’è logico. Una volta finita la vita funzionale della batteria della macchina elettrica, ci sono parecchie soluzioni, fra cui esiste quella di darne una seconda vita presso gli impianti fotovoltaici. Vuoi scoprire le differenti opzioni? Vediamole.

Situazione generale del riciclo delle batterie delle macchine elettriche

Tutti sappiamo che i materiali necessari per creare una batteria elettrica sono molto tossici e dannosi per l’ambiente, anche se ogni anno si trovano nuove soluzioni per migliorare su questo punto. Secondo l’UE, purtroppo, vengono riciclate solo il 5% delle batterie. Il resto finisce dimenticato o distrutto in maniera poco sostenibile. Di conseguenza, essendo davanti a una grande crescita dell’elettrificazione del settore, esiste il bisogno imperante di trovare vie per lo smaltimento delle batterie o per darle una seconda vita.

Attualmente, i marchi dei veicoli elettrici devono farsi carico delle batterie quando il suo ciclo vitale è finito. Ci sono due vie per il riciclo delle batterie delle macchine elettriche: la prima è quella di pressare le batterie per poi utilizzare il materiale restante per altri bisogni; la seconda, più viabile dal punto di vista dell’ambiente ma più costosa, è quella di smontare tutta la batteria per separare i materiali e riciclarli individualmente.

Studio di riutilizzo del MIT

Uno studio realizzato dal MIT parla della possibilità di riciclare le batterie delle macchine elettriche, usandole in altro modo: installarle sugli impianti fotovoltaici solari a scala di rete. Questa ricerca è ottimista sul riutilizzo delle batterie. Vediamolo più in dettaglio.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Applied Energy, è stato realizzato da sei ricercatori del MIT. Quello che hanno fatto è esaminare al dettaglio un ipotetico parco solare a scala di rete in California. Hanno studiato la fattibilità di vari scenari: costruire un parco solare di 2,5 megawatt, costruire lo stesso parco ma con un nuovo sistema di stoccaggio di batterie agli ioni di litio e costruirlo con un insieme di batterie fatte di batterie di macchine elettriche riutilizzate che avevano perso l’80% della loro capacità originale e che, di conseguenza, non potrebbero servire per un uso continuo nella macchina.

I risultati dello sperimento hanno rilevato che l’impianto con la nuova batteria non proporzionerebbe un ritorno netto ragionevole dell’inversione; al contrario, un sistema di batterie utilizzate amministrato adeguatamente potrebbe essere un’inversione redditizia, a patto che le batterie costino meno del 60% del prezzo originale. Non è un soggetto semplice, dato che si dovrebbe studiare in più delle questioni come la revisione o il trasporto di batterie.

I ricercatori insistono che tutto dipende dal progetto in particolare, che può variare molto a seconda delle strutture locali di regolamento e delle tariffe di stoccaggio per il fotovoltaico. Il caso studiato era basato in California e serviva per dare un esempio per gli altri stati.

Un’altra ricerca mostra come la seconda vita delle batterie potrebbe soddisfare la metà della domanda di storage di back up per progetti di energie rinnovabili fino al 2030, visto che la domanda aumenterà. Anzi, alcune società di veicoli elettrici stanno creando dei pacchi di batterie specificamente con l’obbiettivo di facilitare il riutilizzo di questi dispositivi di carica nel futuro.

Esempi di aziende che riciclano le batterie delle macchine elettriche

Ora vi parleremo di due aziende che stanno riuscendo a dare questa seconda vita alle batterie. Uno è il progetto Melilla Second Life, di Enel che, collaborando con Loccioni, riutilizza le batterie delle macchine Nissan per un sistema di storage stazionario. Questo stabilizzerà la rete elettrica e migliorerà la qualità energetica della popolazione di Melilla, città spagnola sulla costa nordafricana.

Un’altra è BeePlanet, creata da due spagnoli. Loro comprano delle batterie da tre fabbricanti diversi. Poi, fanno una valutazione e le trasformano in batterie con delle capacità fra i 4,8 e 12 kWh per autoconsumo fotovoltaico a piccola scala. Insistono che questo processo costa un 30% in meno rispetto a creare una batteria da zero.

Questi sono, senza dubbio, progetti che devono essere valorizzati, dato che, in più di riutilizzare quegli elementi tossici, riusano delle materie prime che saranno esaurite in futuro. 250 tonnellate di minerale sono necessarie per estrarre una tonnellata di litio, e con questo si fabbricano soltanto 250 batterie per macchine elettriche. Perciò, è chiaro perché è importante riusare questi elementi.

Come vedi, ci sono vari modi per arrivare al riciclo delle batterie delle macchine elettriche e riuscire a ridurre l’impronta di carbono e salvaguardare l’ambiente. A wekiwisolar facciamo delle ricerche per capire al meglio il mondo del fotovoltaico e aiutare a tutti quelli che vogliono passare a uno stile di vita solare. Se anche tu vuoi far parte del movimento verso un mondo più ecologico, approfitta per mettere a casa dei pannelli fotovoltaici grazie alla detrazione fiscale. Prova il nostro simulatore e non esitare a contattarci per qualsiasi domanda!

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