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Condivisione. È la nuova parola chiave di un Paese sempre più solare. Con il sì alle comunità energetiche sarà possibile condividere l’energia prodotta da impianti rinnovabili per potenza complessiva inferiore ai 200 kW ed effettuare autoconsumo utilizzando la linea di distribuzione elettrica esistente.

 

Il decreto Milleproroghe ha approvato le comunità energetiche e l’Italia fa un importante passo in avanti verso l’ecosostenibilità ambientale. L’emendamento consente a famiglie, imprese ed enti pubblici di produrre e commercializzare elettricità pulita in reti a bassa tensione.

 

Ma cosa significa per i cittadini? 

Il concetto alla base è quello dello sharing. Condividere significa trarre vantaggi e ridurre i costi. È proprio quello che caratterizza le comunità energetiche che al tempo stesso potranno anche contribuire al benessere dell’ambiente perché sfrutteranno energia pulita. Praticamente i cittadini avranno la possibilità di associarsi per l’installazione di nuovi impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile e di condividere l’elettricità autoprodotta.

 

Vantaggi? Si avrà accesso ad un’energia smart ed ecosostenibile, maggiore consapevolezza dei propri consumi e riduzione, grazie alla condivisione, dei costi in bolletta.

 

Le comunità sono infatti uno strumento aperto, in cui tutti possono partecipare, e tutti possono controllare garantendo trasparenza ed efficienza. Risultato? Avere benefici utili per la comunità e non creare profitti finanziari.

L’obiettivo, nel 2050, è quello di avere un coinvolgimento nella produzione di energia rinnovabile di almeno la metà delle abitazioni europee: comunità energetiche dove i cittadini possiedono e partecipano all’energia rinnovabile oppure a progetti di efficienza energetica utili anche a livello sociale.

Un aspetto che diventa fondamentale anche per le aziende che vogliono avere e comunicare un impatto sempre più green. 

 

Si apre una nuova epoca per l’energia in Italia, in cui per la prima volta i cittadini potranno avere un ruolo attivo nella produzione di energia. I futuri membri della comunità energetica infatti potranno trarre vantaggio dall’alta efficienza del sistema migliorando il modo in cui consumano energia grazie anche ad una programmazione intelligente degli elettrodomestici. 

 

Si apre la strada anche per progetti locali di impianti solari in autoproduzione o per scambiare localmente l’energia in eccesso, con riduzione di sprechi e vantaggi tanto ambientali quanto economici. Nuove regole per consentire un modello sempre più efficiente di autoconsumo.

 

Sei pronto ad entrare a far parte di una comunità energetica? Scopri con noi tutti i dettagli, contattaci.